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Un Incontro Infuocato


di Xiqu
17.08.2025    |    1.278    |    0 9.6
"L’alba filtrava dalle tende, il loft pieno di un silenzio caldo, il ricordo di quella notte che bruciava come fuoco..."
Prologo: La Scintilla del Desiderio

Due settimane prima, in un bar clandestino di Milano, l’aria era densa di gin e promesse sporche. Serena, una bomba sexy sulla trentina, sfoggiava un vestito di seta nera che le avvolgeva il corpo come una seconda pelle, le tette rifatte di sesta misura che sporgevano oscene, gridando al mondo: “Sono una mangiacazzi e non me ne frega un cazzo di nasconderlo.” Le aveva fatte rifare apposta, per far sbavare chiunque la guardasse, per urlare che il suo corpo era fatto per il sesso. Ogni passo era un invito, il culo sodo che ondeggiava e quelle tette che rimbalzavano, attirando occhi come magneti.
Marco, suo marito, era accanto a lei, le dita tremanti mentre le sfiorava la schiena, il cazzo già duro nei jeans. “Cazzo, Serena, mi fai impazzire,” le aveva sussurrato, eccitato dal modo in cui lei dominava la stanza. Era il loro gioco: lei, una troia regina; lui, un cornuto felice che si segava guardandola. Quella sera, Serena aveva puntato Luca e Matteo, due stalloni al bancone, camicie strette sui muscoli e cazzi che già si intuivano pronti. Si era alzata, le tette che quasi scoppiavano, e si era avvicinata. “Voglio quei cazzi duri,” aveva detto a bassa voce, sfiorando il braccio di Luca. “E tu?” aveva aggiunto, fissando Matteo. I loro sorrisi erano promesse di scopate selvagge. “Portate una che sappia leccare una fica come si deve,” aveva ordinato.
Giulia era arrivata con loro, una lesbica dal fascino tagliente, capelli neri corti, un piercing al labbro e un top di pelle che urlava “fottimi”. Serena l’aveva squadrata, la fica che si bagnava al solo pensiero. “Tu mi farai urlare, vero, troia?” aveva detto, sfiorandole il braccio. Giulia aveva soffiato fumo di sigaretta in faccia a Serena, ridendo. “Tesoro, ti faccio squirtare fino al soffitto.”
Le due settimane successive erano state un’orgia di messaggi zozzi: foto di Serena con le tette in mostra e la fica gocciolante, video di Giulia che si masturbava, e promesse di cazzi e lingue ovunque. Serena aveva descritto a Marco come avrebbe succhiato Luca fino a fargli schizzare, come Matteo l’avrebbe scopata nel culo, e come Giulia le avrebbe leccato la fica fino a farla crollare. Marco si segava ogni notte, il cazzo in mano, gemendo: “Cazzo, Serena, non vedo l’ora di vederti sfondata.” L’appuntamento era fissato: sabato sera, nel loro loft, un bordello senza limiti.

Il Vortice del Piacere

Il loft milanese era un bagno di luci soffuse, i riflessi dorati che danzavano sulle tette rifatte di Serena, due palle di silicone perfette che urlavano “mangiacazzi”. Lei era al centro del letto king-size, i capelli castani in onde selvagge, la fica fradicia che pulsava. Marco, sulla poltrona di velluto, stringeva i braccioli, il cazzo duro come marmo. “Cazzo, Serena, fatti scopare,” grugnì, gli occhi incollati a sua moglie. Luca e Matteo, muscoli tesi e cazzi gonfi, si muovevano come predatori. Giulia, con un sorriso da diavolo, si sdraiò accanto, le dita già nella sua fica rasata. “Pronta a farti sfondare, troia?” disse a Serena, ridendo.
Serena si inginocchiò, il culo alto e le tette che ondeggiavano. Guardò Marco, un ghigno sulle labbra. “Guardami, cornuto, voglio che vedi quanto mi spaccheranno.” Si voltò verso Luca, afferrandogli il cazzo. “Dammelo in bocca, stronzo,” ordinò, succhiandolo con avidità, la lingua che scivolava sull’asta, i gemiti che vibravano. “Cazzo, che bocca da puttana,” ringhiò Luca, spingendo più a fondo. Matteo, dietro di lei, le schiaffeggiò il culo. “Apri quel buco, troia,” disse, infilando due dita nella sua fica zuppa. “Cazzo, sei fradicia,” grugnì, spingendo fino a farla gemere.
Giulia, con un ghigno, si avvicinò a Matteo. “Non sei solo per lei, cazzo,” disse, afferrandogli il cazzo e masturbandolo. “Fammi sentire quanto è duro.” Matteo sorrise, lasciando che Giulia lo lavorasse. “Succhialo, puttana,” ordinò, e Giulia si chinò, leccando la base del cazzo, la lingua che sfiorava le palle mentre Serena urlava: “Cazzo, Matteo, scopami più forte!” Matteo sostituì le dita con il cazzo, affondando nella fica di Serena. “Prendi questo, troia,” ringhiò, sbattendola con colpi che la facevano tremare.
Luca tirò fuori il cazzo dalla bocca di Serena, guardandola. “Condividi, puttana,” disse, e Giulia si avvicinò, afferrando entrambi i cazzi di Luca e Matteo. “Cazzo, guardate quanto sono grossi,” mormorò, infilandoseli in bocca insieme, la lingua che li avvolgeva, succhiando con una voracità che fece imprecare entrambi. “Fottuta troia, continua,” grugnì Matteo, mentre Luca gemeva: “Cazzo, mi fai schizzare.” Giulia, con i cazzi in bocca, guardava Serena con un sorrisetto. “Ti piace, eh, puttana?”
Serena, ansimando, si voltò verso Marco. “Vieni qui, cornuto,” ordinò. Marco si alzò, il cazzo duro, e si avvicinò. “Voglio due cazzi nel culo e uno nella fica,” disse Serena, la voce rotta dal desiderio. Matteo si sdraiò sotto di lei, infilando il cazzo nella sua fica. “Prendi questo, troia,” disse, iniziando a scoparla. Luca si posizionò dietro, lubrificando il culo di Serena. “Apri quel buco,” ringhiò, spingendo il cazzo dentro lentamente. “Cazzo, sì, sfondami,” urlò Serena, mentre Marco, tremante, si avvicinò. “Mettilo nel culo con lui,” ordinò lei, e Marco obbedì, spingendo il suo cazzo accanto a quello di Luca. “Cazzo, è stretto,” gemette Marco, mentre Serena urlava di piacere, il culo pieno e la fica scopata.
Giulia, non contenta, si infilò sotto Serena, leccandole il clitoride mentre i tre cazzi la riempivano. “Squirta, puttana,” disse Giulia, la lingua che lavorava veloce. “Cazzo, Giulia, mi fai venire,” ansimò Serena, il corpo scosso da spasmi. L’orgasmo la colpì come un treno, facendola urlare mentre squirtava, il liquido che bagnava Giulia. “Cazzo, sì, troia!” gridò Giulia, leccando tutto.
Luca e Marco, nel culo di Serena, spingevano all’unisono. “Ti spacchiamo, puttana,” ringhiò Luca, mentre Marco gemeva: “Cazzo, Serena, sei incredibile.” Matteo, nella fica, aumentò il ritmo. “Prendi tutto, troia,” disse, e Serena urlò, un altro orgasmo che la travolgeva. Giulia, eccitata, si alzò e si masturbò, venendo con un grido mentre guardava Serena sfondata.
Luca venne per primo, schizzando nel culo di Serena. “Cazzo, prendilo,” grugnì, mentre Marco lo seguì, riempiendola. Matteo esplose nella fica, il calore che faceva tremare Serena. “Cazzo, sì, riempitemi,” urlò lei, crollando sul letto. Giulia, con un sorrisetto, leccò i succhi dal corpo di Serena. “Sei una troia perfetta,” disse, baciandola.
Esausti, crollarono sul letto, un groviglio di corpi sudati. Serena accarezzò Marco, poi Giulia, le tette rifatte lucide di sudore e sperma. “Siete stati fottutamente perfetti,” disse, ridendo. Giulia, accendendo una sigaretta, soffiò il fumo verso il soffitto. “Cazzo, rifacciamolo presto,” rispose, mentre Luca e Matteo annuivano, i sorrisi sazi.
L’alba filtrava dalle tende, il loft pieno di un silenzio caldo, il ricordo di quella notte che bruciava come fuoco.
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